La Storia
La mia passione per la fotografia nasce fin da bambino, quando ho iniziato a osservare il mondo con occhi curiosi e attenti. Scattare è sempre stato un modo per fermarmi, capire e dare valore a ciò che mi circondava.
Con il tempo, quella curiosità è diventata un linguaggio personale: attraverso le immagini racconto emozioni, dettagli e storie autentiche. Ogni fotografia nasce dall'ascolto, dall'empatia e dal desiderio di creare un legame sincero tra chi guarda e ciò che viene raccontato.



Il Progetto
Questo logo non nasce da un'idea improvvisa, ma da un processo lungo e stratificato. Tutto è partito da un elemento centrale del mio lavoro: IL MIO OCCHIO, inteso non solo come visione, ma come attenzione, sensibilità e interpretazione della realtà.
Da lì ho iniziato a esplorare forme, texture e simboli legati allo sguardo, alla fotografia e alla luce.
Ho analizzato dettagli reali: io lo chiamo "Family eye".
Mia mamma, mio papà e mio fratello hanno fatto da cavie così che io potessi sperimentare composizioni concrete, scomponendo e ricomponendo immagini, passando dalla fotografia pura alla grafica, fino a trovare un linguaggio visivo coerente.
Ogni prova è servita a capire cosa funzionava e cosa no, eliminando il superfluo per arrivare all'essenziale.

L'esecutivo Finale
Questa immagine rappresenta il punto di arrivo di un processo fatto di ricerca, sperimentazione e scelte. Dopo aver esplorato forme, dettagli e significati legati allo sguardo e alla fotografia, tutto si è ricondotto a un unico segno essenziale.
L'occhio diventa il centro dell'identità: non solo un simbolo visivo. Le linee che lo avvolgono richiamano la cura, il controllo e l'estetica, mentre la struttura richiama l'obiettivo fotografico, trasformando lo sguardo in strumento.

